Il Museo delle dogane svizzero riapre con una mostra sulla migrazione

da | 31 Mar 2024 | Eventi

Domenica di Pasqua, 31 marzo 2024, il Museo delle dogane svizzero riaprirà le sue porte al pubblico. Sono due le novità di questa stagione. La prima è un’esposizione “Migrazione – una mostra fotografica di Darrin Zammit Lupi”. Si tratta di una mostra itinerante del fotoreporter della Reuters che offre uno sguardo unico sui lunghi viaggi dei migranti. La seconda novità è la rinnovata esposizione nell’ambito delle specie protette dalla CITES, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione.

Come da tradizione, il Museo delle dogane svizzero riapre al pubblico dopo la chiusura invernale. Il Museo, situato sulle rive del lago Ceresio a Cantine di Gandria, propone quest’anno una mostra fotografica sul tema della migrazione dal titolo “Migrazione – una mostra fotografica di Darrin Zammit Lupi”.

L’esposizione si inserisce nelle celebrazioni del trentesimo anno di attività della sede svizzera dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), la principale organizzazione intergovernativa in ambito migratorio. La lotta alla migrazione irregolare rientra negli ambiti di competenza dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Nel 2023 l’UDSC ha constatato complessivamente oltre cinquantamila casi di soggiorni illegali. La maggior parte dei migranti irregolari era composta da cittadini afghani, marocchini e turchi: si tratta spesso di giovani uomini che, da soli o in piccoli gruppi, attraversano la Svizzera in treno o auto.

La mostra sulla migrazione

Darrin Zammit Lupi è un fotoreporter che nel corso della sua carriera ha documentato numerosi progetti migratori nazionali e internazionali per i giornali Times of Malta e The Malta Independent. Nel contempo ha viaggiato molto in tutto il mondo come corrispondente freelance per Reuters.

Negli ultimi 30 anni ha documentato le guerre in Bosnia e Kosovo, lo tsunami nel Sud-Est asiatico, il conflitto in Libia nonché altri temi legati agli obiettivi di sviluppo del Millennio in diverse parti dell’Africa. L’aiuto al ritorno e alla reintegrazione costituisce il campo d’attività principale dell’OIM Svizzera. Tale aiuto comprende diverse attività volte a sostenere il ritorno volontario di richiedenti l’asilo, persone ammesse provvisoriamente e rifugiati riconosciuti.

La rinnovata esposizione sulle specie protette dalla CITES

Il Museo delle dogane svizzero presenta anche una rinnovata esposizione nell’ambito delle specie protette dalla CITES, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione. Siglata a Washington il 3 marzo 1973, la CITES è stata firmata da 184 Paesi che si sono impegnati a proteg-gere oltre 5000 specie di animali e 28000 specie di vegetali dallo sfruttamento ecces-sivo.

Le specie animali e vegetali minacciate di estinzione possono essere oggetto di commercio solo in una quantità sostenibile. L’UDSC sorveglia l’importazione, l’espor-tazione e il transito di animali e piante protetti, nonché di loro parti o prodotti, secondo la CITES, sia per gli invii commerciali sia per il traffico turistico.